Lucrezio e il De Rerum Natura

Lucrezio: biografia incerta di un epicureo

Nella letteratura latina del I secolo a.C Lucrezio spicca per la grandezza dell’opera e l’oscurità della sua biografia. Quest’ultimo fatto potrebbe essere anche la conseguenza di una scelta di vita. Forse Lucrezio in persona decise di vivere appartato, lontano dalla “pLucrezioopolarità”, decisione che potrebbe essere dovuta alla conversione all’epicureismo, e quindi in ossequio al precetto di Epicuro λάθε βιωσας (“vivi nascosto”). L’ipotesi di una vita solitaria può avere riscontro nell’opera del poeta, De Rerum Natura; però, se si cercano fuori da questo poema, alcune informazioni sulla sua biografia le troviamo espresse da san Girolamo nel Chronicon.

Tra le varie notizie riportate, tra cui le date di nascita e morte, 94/93 a.C-51/50 a.C, quella che fa più scalpore è relativa alla sua follia e al suo suicidio. Questa però è ritenuta poco attendibile, dato che è un cristiano a parlare di un pagano e quindi si pensa che ci sia un fine di screditare la figura di Lucrezio e la sua polemica antireligiosa.

 

Il De Rerum Natura come propaganda dell’epicureismo

Il De Rerum Natura è un poema didascalico in esametri diviso in sei libri. Esso è definito tale (didascalico) perché illustra la dottrina epicurea e la sua esaltazione quale rimedio per affrancare l’uomo da ogni errore e paura (soprattutto della morte, ma anche della religione): funzione terapeutica.

A tal proposito notare che nei proemi dei libri I, III, V e VI vi sono veri e propri inni che sono rivolti non ad un dio come ci si aspetterebbe, ma ad Epicuro. A più riprese viene affermato il suo potere benefico che supera quello di qualsiasi dio. Epicuro è un dio, l’unico, perché ha liberato l’uomo dalle malattie dell’anima, che si presentavano sotto la forma di terribili angosce.

La funzione è quindi psicagogica perché è volta alla persuasione e al convincimento di più persone ad abbracciare l’epicureismo.

L’opera è dedicata all’aristocratico Memmio. Questi non è uno scolaro di Lucrezio: l’atteggiamento è piuttosto quello di un cliens nei confronti del suo patronus. Il poeta infatti, quando si rivolge a Memmio, mostra grande deferenza.

Suddivisione dell’opera e macro argomenti:

  • Libro I-II: dottrina degli atomi
  • Libri III-IV: dottrina dell’anima e della vita umana
  • Libri V-VI: parte dedicata alla paura della morte negli uomini

 

Lucrezio e il “primus ego”: la poetica del miele

Lucrezio nel primo libro dell’opera si definisce come primo poeta che si sta accingendo a trattare l’epicureismo in poesia. Questa filosofia infatti vedeva la poesia come pericolosa seduzione e diseducativa. La difficoltà dell’impresa spaventa il poeta, tuttavia ne è esaltato (si vedano i vv. 921-923 del libro I). L’essenza del gesto didascalico lucreziano viene illustrato da un’immagine molto pregnante: quella della medicina amara offerta ai fanciulli in una tazza col bordo intriso di miele (rimando ai vv. 935-950 del libro I).

Quello del primus ego è un topos letterario: si ricordi che già Ennio nei suoi Annales si vantava di essere Omero reincarnato e di essere colui che doveva essere incoronato poeta sommo. In ambito greco invece degno di essere ricordato è Callimaco, il quale nel premio degli Aitia polemizza contro la poesia epica (cioè il libro lungo) e celebra la poesia ridimensionata, vantandosi che la sua è la prima poesia raffinata e originale.

 

Approfondimenti ed Esercizi

  • molto interessante l’analisi attenta e ragionata del poema a cura di Francesco Giancotti all’interno di Lucrezio, La natura, Garzanti, nella parte introduttiva (pp. VIII-LVII) e l’introduzione di Gian Biagio Conte al De rerum natura per l’ed. Bur-Rizzoli);
  • per i commenti si consiglia quello di Ivano Dionigi (sempre ed. Bur-Rizzoli) a tutta l’opera e quello di Lisa Piazzi al libro I (Lucrezio, Le leggi dell’universo, ed. Marsilio).
  • De Rerum Natura (latina lingua) – PoesiaLatina.it

 

Fonti

  • Conte G.B.: Letteratura Latina, dall’alta Repubblica all’età di Augusto (Le Monnier, vv. ed.);

  • Perutelli A., Paduano G., Rossi E.: Storia e testi della Letteratura Latina – Dalle Origini all’età di Cesare (Zanichelli, vv. ed.)

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